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Questo e' il mio resoconto del primo facebook developer garage italiano, tenutosi a Milano il 23 aprile 2009, e ospitato da mikamai. La mattina e' stata dedicata alle sessioni per sviluppatori, il pomeriggio a quelle di marketing & comunicazione. Alcuni video dell'evento sono disponibili qui.

Mattina: sessione sviluppatori

Il primo talk e' stato tenuto da James Leszczenski, ingegnere di Facebook, che ha presentato la visione, la missione e i valori della piattaforma connect. Interessante, oltre al talk in se', per la partecipazione del pubblico: la platea era profondamente interessata a sapere quali informazioni si ottengono da Facebook, come gestirle, e quali strumenti connect fornisce per collegare identita' e trovare amici su un sito web abilitato.

Piu' tardi ho avuto occasione di chiedere a James se FB fosse incline o meno ad adottare OpenID come metodo di autenticazione: ha detto che connect e OpenID permettono entrambi agli utenti di avere credenziali di login uniche per accedere a piu' siti, ma connect permette anche di sfruttare la potenza del social graph di Facebook per consentire agli utenti di comunicare e condividere informazioni. Quindi, la risposta breve e' “no”. Allora gli ho proposto di implementare OpenID su FB stesso, cosi' che connect potesse diventare davvero un superset di OpenID, ma ha risposto che “come azienda, queste sono decisioni difficili e non posso dare una risposta adesso”. Comprensibile :).

AGGIORNAMENTO: il 27 aprile 2009, TechCrunch riporta di aver sentito che Facebook abbraccera' OpenID come mezzo per autenticare gli utenti. Ottime notizie, in attesa di una dichiarazione ufficiale da Facebook! :)

Il secondo talk e' stato tenuto da Vincenzo Acinapura, che ha descritto gli strumenti di base per creare un'applicazione sulla piattaforma Facebook. Ha esplorato le tecnologie che ci stanno dietro (XFBML, FQL, FBJS), i principali punti di integrazione all'interno della piattaforma (notifiche, publisher, ...) e ha mostrato codice d'esempio per implementare alcuni dei tag FBML piu' usati (fb:comments, fb:share, fb:feed, e cosi' via). Infine ha ricordato l'importanza di automatizzare il deploy delle applicazioni, e ha suggerito di usare capistrano per farlo.

Poi e' iniziato il Facebook Sumo Contest: tre sviluppatori avevano un' due ore per mettere insieme un'applicazione Facebook funzionante che poi sarebbe stata giudicata dal James di Facebook e dagli applausi del pubblico :). Alla fine solo due ce l'hanno fatta, il primo era un ragazzo italiano che ha scritto un'app per fare regali agli amici; il secondo un ragazzo francese (credo) che ha costruito un'app per organizzare feste con gli amici, invitare gente e divertirsi. Ha vinto il primo, ma secondo me almeno il secondo ha mostrato un po' piu' di creativita'. Ovviamente entrambi sono stati vittime della legge di Murphy, perche' le app non hanno funzionato al primo colpo :).

Terzo talk di Andrea Reginato e Andrea Franz, che hanno iniziato definendo cosa significa virale e come il social graph possa permettere a chiunque di distribuire contenuti a un numero molto grande di utenti. In breve, fintanto che il tuo contenuto e' ben formulato e interessante, la distribuzione passaparola tramite social network, dove pubblicare contenuti e' “facile come bere un bicchier d'acqua”, e' un modo potente per far arrivare il tuo contenuto a milioni di persone potenzialmente interessate.

Come ottenerlo? Hanno esplorato come FB connect puo' arricchire i nostri siti e dare agli utenti la possibilita' di commentare e interagire usando le loro credenziali Facebook, e poi diffondere le interazioni tramite Facebook per raggiungere un pubblico piu' ampio. Non e' scienza missilistica, ma dalla mia esperienza funziona, purche' il contenuto sia di per se' utile e di valore, e soprattutto non appaia falso e come pubblicita' alla maggior parte degli utenti. Penso che Facebook e Twitter siano anche strumenti potenti per analizzare e identificare quale tipo di contenuto e' interessante adesso per le persone, e modellare la distribuzione virale su queste intuizioni.

C'e' stata molta interazione con il pubblico, interessato principalmente a come integrarlo nel proprio sito web mantenendo il proprio sistema di registrazione/login, preoccupazioni sulla privacy, gestione e caching delle informazioni (quali mettere in cache, come e per quanto tempo), e questioni legali. Quando c'e' un reclamo su dati mostrati sul mio sito ma pubblicati e ospitati sui server di Facebook, chi e' il referente legale da interpellare? Un portavoce di civile.it ha dichiarato che il responsabile va individuato nel proprietario dei server su cui i dati sono ospitati: e' Facebook stesso.

I due Andrea alla fine hanno mostrato un gioco demo per la piattaforma FB costruito con sinatra, prototype e FBJS. L'app ti chiede di identificare uno dei tuoi amici guardando un sottoinsieme di foto profilo: ogni volta che indovini (in massimo 10 secondi), appare un'altra foto e la difficolta' aumenta. Il numero di amici identificati determina il “livello”, che puoi pubblicare sul tuo profilo una volta finito :).

Dopo il loro talk, abbiamo fatto la pausa pranzo e finalmente mi sono riunito con un mio amico, arrivato in ritardo come al solito ;).

Pomeriggio: marketing e comunicazione

Il pomeriggio e' stato dedicato al marketing e alla comunicazione, e a tutti i modi in cui si puo' sfruttare la piattaforma Facebook per portare traffico al proprio sito, o per generare informazione virale attraverso le connessioni sociali tra le persone, e ha presentato alcune case history degli autori dell'applicazione who has the biggest brain, “Ninja Marketing:http://ninjamarketing.it e i creatori dell'applicazione skoda in love (cayenne marketing).

Per prima cosa, Lorenzo Viscanti (co-fondatore di mikamai) ha descritto come le pagine Facebook possano aiutare i marketer a pubblicizzare contenuti e analizzare il traffico degli utenti per migliorare le conversioni: dato che Facebook permette agli utenti di inserire molte informazioni su se stessi, questi dati possono essere aggregati e mostrati efficacemente nella sezione statistiche di una pagina Facebook. Per una spiegazione piu' dettagliata, consultate la guida alle pagine Facebook pubblicata a marzo 2009.

Poi, momento divertente, con la proiezione di un video dell'ironico cantante neomelodico Manuele D’Amore, con la sua canzone lasciarsi su facebook. Per chi non conosce le canzoni neomelodiche napoletane, sono un prodotto della cultura popolare napoletana di cui Gigi D’Alessio e' uno dei performer piu' noti.

EDIT 2023-08: scusate, questo video non c’e’ piu’

Poi, tempo di politica. Ivan Scalfarotto (candidato alle elezioni europee 2009) e Giuseppe Civati erano sul palco e hanno parlato di politica e social networking, un argomento molto discusso in quei giorni, principalmente a causa del suo utilizzo di successo da parte di Obama che lo ha portato alla Casa Bianca il 20 gennaio 2009. Penso che il nucleo del suo successo fosse il messaggio, che non era “votate me”, ma piuttosto “andate a votare, razza di idioti!” :), un perfetto esempio di dare voce a una tensione psico-sociale tramite internet. Le persone hanno diffuso tramite Facebook, Twitter e altri social network la loro azione di essere andati a votare, e come gli psicologi hanno spiegato molte volte, “le persone fanno cose che vedono fare ad altre persone”.

Il lato negativo di questo talk e' che era troppo orientato alla politica, e anche se dovremmo parlare di politica e internet, alcuni sentivano che il tizio stesse calcando troppo la mano. Ehi, questo e' il bello dei social media: dare voce a tutti, e quando qualcuno abusa del palco, gridarlo forte! :).

Dopo la politica, tempo di marketing serio: il talk piu' interessante (secondo me) dell'intera giornata e' stato quello tenuto dai ragazzi di ninja marketing, che hanno identificato la “chimica del marketing virale” come il “DNA virale” e un appropriato “seeding” tramite i social media. Il DNA riguarda le emozioni: gioia, rabbia, tristezza, paura e (ovviamente) sorpresa, ma la piu' importante di tutte e' la catarsi. Citando Wikipedia:

[..] il termine “catarsi” si riferisce [..] alla sensazione, o effetto letterario, che idealmente pervade un pubblico alla fine della visione di una tragedia (un rilascio di emozioni o energia represse).

Queste emozioni identificano improvvisamente una tensione psico-sociale, sulla quale bisogna essere abbastanza furbi da costruire i mezzi per darle voce attraverso i social media, come hanno fatto i marketer del whopper sacrifice. La tensione qui era la volonta' condivisa di rimuovere degli “amici” dal nostro social graph, ma l'incapacita' di farlo per evitare possibili rimostranze da parte loro. Ma quando avevi un motivo per farlo e guadagnare un whopper gratis, ecco che la gente ha iniziato a cancellare altri dalle proprie liste di amici, anche se del whopper non gliene fregava niente. Anche l'esperimento Obama (IMHO) e' un vivido esempio di tensione psico-sociale (come ho detto prima), che e' stata sfruttata con successo e ha dato i suoi risultati.

Il penultimo talk, tenuto da Daniela Cangiano, ha descritto una case history dei marketer che hanno realizzato skoda in love per le auto Skoda (ora non piu' disponibile su Facebook). In breve, l'app faceva cinque domande all'utente e trovava il miglior match per un appuntamento scegliendo tra i suoi amici. L'app, per design, sceglieva i risultati casualmente e dava sempre una percentuale di compatibilita' superiore all'80%. Mostrando il match, veniva anche mostrata la pubblicita', invitando l'utente a comprare un'auto Skoda e uscire con l'amico compatibile per un appuntamento.

I punti chiave dell'app erano la stagionalita' (lanciata qualche giorno prima di San Valentino), il wording, molto semplicistico e ironico, la comunicazione, l'interattivita', eccetera eccetera. La presentatrice ha poi sottolineato che Facebook e' un “amplificatore di interazioni sociali” (per via della mancanza di contatto fisico e della comunicazione scritta, aggiungerei) e che e' un veicolo potente per veicolare informazioni ai clienti. Daniela ha poi affermato che le aziende non dovrebbero ne' sottovalutare il valore di Facebook, essendo la “risonanza del cuore pulsante della rete”, ne' considerarlo semplicemente un veicolo stupido, perche' e' “dalle persone, per le persone”. Penso che le sue affermazioni fossero valide a prima vista, ma piuttosto esagerate perche' la chiave qui e' “internet”, non “Facebook”. Internet ci ha aperto la mente dandoci infiniti punti di vista condivisi da milioni di persone che ogni giorno bloggano, twittano e aggiornano anche il loro stato su Facebook. Ma e' internet, amico bello.

Inoltre, le affermazioni di Daniela non si riflettevano nell'applicazione che avevano costruito, come un membro del pubblico ha fatto notare: “se dici che Facebook e' dalle persone e per le persone, perche' avete fatto un'app che gli dava un risultato falso? Che tipo di godimento gli ha procurato, a parte trovare un match falso?”. Ha risposto che l'app non era pensata per trovare davvero dei match, ma solo per “dare qualche minuto di divertimento all'utente, e poi veicolare il messaggio pubblicitario”. Per me e' marketing orribile, che abusa di una stagionalita' gia' abusata (San Valentino), ed e' solo un esempio di come le cose NON dovrebbero essere fatte.

Ma ha funzionato? Il pubblico ha chiesto “quante conversioni (in termini di auto vendute) avete ottenuto dall'app?” Ha risposto: “be', questa e' solo una parte di una campagna marketing piu' ampia, e non posso rivelare i risultati qui. Se siete interessati, scrivetemi a daniela DOT cangiano AT cayenne DOT it”. Se le scrivete, fatelo sapere a tutti con un commento, grazie :).

L'ultimo talk e' stato tenuto dal lead developer di helloTxt, un'app che permette di aggiornare il proprio stato su piu' network usando un singolo form. Ha descritto come, una volta che i framework e le interfacce principali del tuo sito web sono pronti e funzionanti, e' solo questione di settimane programmare un'app Facebook e iniziare a diffonderla: a loro sono bastati 1 sviluppatore, 1 designer, 1 copywriter e 1 marketer per farla funzionare.

Conclusioni

Per me l'evento e' stato davvero interessante e ringrazio sia gli ospitanti che tutti quelli che hanno tenuto talk sul palco, il mio cervello era davvero sazio alla fine :). Come avete letto da questo post (ehi, grazie per essere arrivati fino in fondo! :) gli argomenti hanno coperto davvero molti campi (tecnologia, sociologia, politica, marketing), ed e' incredibile che internet (e i social media) possano fonderli tutti in un'unica piattaforma, e dare agli esseri umani nuovi modi di studiarli e implementarli.

Spero solo che james AT facebook DOT com accolga il consiglio che gli ho dato prima di andarmene: “SIATE APERTI!” perche' abbiamo bisogno di tecnologie aperte, standard aperti e conoscenza aperta, cosi' che nessuna azienda privata possa controllarli, per il bene dell'umanita'.

Mi piacerebbe sentire la vostra opinione, i vostri pensieri e le vostre critiche. Condivideteli nei commenti!

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