Questo articolo è stato scritto nel 2009. È qui per ragioni storiche — i dettagli tecnici potrebbero non essere più validi.
Dal palco del Web 2.0 Expo 2008 a San Francisco, Clay
Shirky parla della rivoluzione sociale portata dal
web 2.0 nella società contemporanea, dalla TV a Wikipedia e World of Warcraft.
E Twitter doveva ancora essere riconosciuto a livello globale, nel 2008.
Questo articolo è stato scritto nel 2009. È qui per ragioni storiche — i dettagli tecnici potrebbero non essere più validi.
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Retrospettiva 2026
Rails 3.0 è uscito nel 2010 e il merge con Merb è stato un successo. Oggi Rails è alla versione 8.x, ha integrato tutto quello che qui si auspicava (modularità, API stabili, engines come cittadini di prima classe) e molto di più. Lighthouse è stato dismesso, therubymine.com non esiste più, e molti dei link in questo articolo sono morti — ma le idee di fondo restano valide.
Tutti (o quasi) gli sviluppatori web conoscono o hanno sentito almeno parlare di Ruby on Rails, un framework full-stack per la creazione di applicazioni web utilizzando il linguaggio di programmazione Ruby.
La conclusione triste: “gli esseri umani sono animali da branco”
La conclusione buona: “la viralita’ e’ sempre esistita, non e'
un’invenzione del Web2.0. Il social networking e’ semplicemente uno strumento
potente per chiunque voglia cambiare il mondo”
La conclusione cattiva: “quanto ci vuole per portare la gente dai propri
computer al mondo reale dopo un avviso virtuale da qualche ‘uomo che balla’?”
Altre conclusioni: leggete i commenti su questo video su
reddit
e su youtube.
Prendete l'intero ambiente sociale, completamente impreparato alla (r)evoluzione mediatica avvenuta negli ultimi anni, e lasciate che gli hacker osservino e ne parlino/scrivano. Portate gli avvocati, e lasciate che riconoscano “Houston! Abbiamo un problema!”, definendolo al contempo in legalese. Fate domande e partecipate a dibattiti interessanti.
Ora, consegnate il Big Brother Award 2007 al rappresentante di Google, lasciate che il sole si tuffi nelle colline, aggiungete una notevole quantita' di vino rosso toscano, e preparatevi per il giorno dopo. Lasciate fluire la paranoia, mentre gli hacker mostrano come si puo' essere tracciati e trovati tramite la rete cellulare e spiati tramite telecamere collegate via wifi piazzate li' per la vostra sicurezza.
Ovviamente kill 222 ; pppd call dsl-provider non funziona. BLEAH. Mettiamoci un router davanti… configura, port forward, e si ricomincia… poi fdisk /dev/hdc per ricreare la struttura delle partizioni sul nuovo hard disk, mkfs.xfs su tutte le nuove partizioni, mount /dev/hdcX /target, pax -r -w -p e /{bin,boot,dev,etc,home,initrd,lib,media,root,sbin,srv,tmp,usr,var} /target… aspetta un sacco per la copia perche’ ci sono settori danneggiati sul disco sorgente, chroot /target, vi /etc/lilo.conf e sostituisci boot=/dev/hda con boot=/dev/hdc, lancia lilo -v mentre sei nel chroot, verifica /etc/fstab, e finalmente shutdown per rimuovere il disco guasto e riavviare… ripristinando lilo.conf. evvai!
Questo articolo è stato scritto nel 2009. È qui per ragioni storiche — i dettagli tecnici potrebbero non essere più validi.
«Donne! E' arrivato l'arrotino!» – A parte gli scherzi ;) l'Apple Store italiano insieme a Girl Geek Dinners Roma ha organizzato il 16 maggio 2009 un workshop sul mobile lifestyle (incentrato sull'iPhone, ovviamente).
Partiamo dall'inizio: cosa sono le Girl Geek Dinners? Linda ha spiegato al pubblico (circa 20 persone) che un geek e' una persona appassionata di tecnologia in senso ampio: il GGD e' un gruppo dedicato ad aggregare donne interessate a internet, ai nuovi media e agli stili di vita tecnologici. Le donne sono spesso sottovalutate nelle comunita' geek, e questo imbarazzante cliche' ha generato moltediscussioni in passato, e la questione e' ancora irrisolta (secondo me).
Quindi, il gruppo GGD cerca di generare una “massa critica” di donne geek, per abolire lo stereotipo che “programmatori / utenti esperti” siano solo uomini: negli eventi GGD i ragazzi ascoltano e le ragazze parlano, poi bloggano, si scambiano biglietti da visita (e chiavi PGP, immagino ;) e in generale cercano di valorizzare il potere e le competenze delle donne nel campo dell'industria informatica. Il networking e un tuffo nei social media sono il modo piu' efficiente al giorno d'oggi per raggiungere un grande pubblico e costruire rapidamente la suddetta massa critica: ecco perche' l'evento GGD era incentrato sulle applicazioni mobile social e di produttivita' in generale. Presentato da due Apple Trainer ufficiali (Simona e Riccardo), il workshop e' iniziato alle 11:30 e e' durato circa un'ora.
Questo articolo è stato scritto nel 2009. È qui per ragioni storiche — i dettagli tecnici potrebbero non essere più validi.
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Retrospettiva 2026
Molto è cambiato dal 2009. La promessa del Rapporto Caio di banda larga al 99% entro il 2011 non si è mai concretizzata — l’Italia lotta ancora con il digital divide nel 2026. Fastweb è stata acquisita da Swisscom. Tre e Wind si sono fuse in WindTre. Tele2 è uscita dal mercato italiano. Il protocollo P4P non è mai decollato. La Deep Packet Inspection è diventata molto più diffusa di quanto si temesse, ora equipaggiamento standard per gli stati di sorveglianza in tutto il mondo. Paolo Gentiloni è diventato Presidente del Consiglio e poi Commissario europeo.
Questa e' la seconda parte del mio resoconto del convegno nnsquad.it tenutosi a Roma il 14 maggio 2009,
ospitato dalla fondazione di consulenti ICTFondazione Ugo Bordoni.
Nella prima
parte ho descritto la sessione mattutina, dedicata alla definizione della
neutralita' della rete e a come l'economia globale possa conciliarsi con essa.
Il pomeriggio e' stato dedicato a interventi piu' tecnici, e ho avuto
l'occasione di sentire le osservazioni dei portavoce delle telco sulla
situazione attuale e sui possibili sviluppi futuri.
Il primo intervento e' iniziato alle 14:15 ed e'
stato tenuto dal prof. Vittorio
Trecordi (slide disponibili qui). Lo ha
introdotto affermando che la net neutrality potrebbe potenzialmente contrastare
con lo sviluppo economico e le esigenze di sicurezza, a causa delle
intercettazioni necessarie per queste ultime, intercettazioni che sono
fortemente contrarie alla liberta' individuale di comunicare.
Questo articolo è stato scritto nel 2009. È qui per ragioni storiche — i dettagli tecnici potrebbero non essere più validi.
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Retrospettiva 2026
L’UE ha adottato regole solide sulla net neutrality nel 2015 (Regolamento 2015/2120), dando ragione ai principi sostenuti qui da Quintarelli. Negli USA, l’Open Internet Order della FCC del 2015 è stato abrogato nel 2017 sotto Ajit Pai, e il dibattito infuria ancora. La maggior parte dei link in questo post sono morti. Stefano Quintarelli è poi diventato parlamentare. Paolo Gentiloni è diventato Presidente del Consiglio (2016–2018) e Commissario europeo per l’Economia.
La premessa era promettente: tecnici, dottori di
ricerca, portavoce delle telco e politici che parlano di internet, della sua
liberta' innata, e di come conciliarla in una societa' dove le misure di
sicurezza aumentano costantemente, e
come tali contrastano con un mondo virtuale senza barriere di sorta. Inoltre,
e' un'arena virtuale in cui tutto puo' essere gratuito, non solo le informazioni, e le persone ci
si stanno abituando.
Il primo intervento e' stato tenuto dal prof. Kenneth Carter, direttamente dalla
Columbia University, e ha fatto da ampia introduzione alle tematiche esplorate
(e talvolta ripetute) durante la giornata. In breve, la grande domanda e': gli
ISP possono offrire diversi gradi di performance su diversi siti (o far pagare
per performance migliori), permettere/bloccare/sovraccaricare l'accesso a certi
siti o da certi dispositivi?
Questo articolo è stato scritto nel 2009. È qui per ragioni storiche — i dettagli tecnici potrebbero non essere più validi.
Questo e' il mio resoconto del primo facebook developer garage
italiano, tenutosi a Milano il 23 aprile 2009,
e ospitato da mikamai. La mattina e' stata
dedicata alle sessioni per sviluppatori, il pomeriggio a quelle di marketing
& comunicazione. Alcuni video dell'evento sono disponibili qui.
Piu' tardi ho avuto occasione di chiedere a James se
FB fosse incline o meno ad adottare OpenID
come metodo di autenticazione: ha detto che connect e OpenID permettono
entrambi agli utenti di avere credenziali di login uniche per accedere a piu'
siti, ma connect permette anche di sfruttare la potenza del social graph di
Facebook per consentire agli utenti di comunicare e condividere informazioni.
Quindi, la risposta breve e' “no”. Allora gli ho proposto di
implementare OpenID su FB stesso, cosi' che connect potesse diventare davvero
un superset di OpenID, ma ha risposto che “come azienda, queste sono
decisioni difficili e non posso dare una risposta adesso”. Comprensibile
:).
AGGIORNAMENTO: il 27
aprile 2009, TechCrunch riporta di aver sentito che Facebook abbraccera'
OpenID come mezzo per autenticare gli utenti. Ottime notizie, in attesa di
una dichiarazione ufficiale da Facebook! :)
Il secondo talk e' stato tenuto da Vincenzo
Acinapura, che ha descritto gli strumenti di base per creare
un'applicazione sulla piattaforma Facebook. Ha esplorato le tecnologie che ci
stanno dietro (XFBML, FQL, FBJS), i principali punti
di integrazione all'interno della piattaforma (notifiche, publisher, ...) e
ha mostrato codice d'esempio per implementare alcuni dei tag FBML piu' usati (fb:comments,
fb:share, fb:feed, e cosi' via).
Infine ha ricordato l'importanza di automatizzare il deploy delle applicazioni,
e ha suggerito di usare capistrano per
farlo.
Questo articolo è stato scritto nel 2009. È qui per ragioni storiche — i dettagli tecnici potrebbero non essere più validi.
Sto cercando un nuovo animale domestico. Noi abbiamo
gia’ due gatti adorabili, ma dopo aver sentito
quanto puo’ essere viva una casa con tanti animali (dopo una bella serata al
maniero de il
quadrato),
sto pensando di prenderne un altro da crescere e amare.
Ma che razza di geek sarei, se non ci aggiungessi un tocco nerd? Quindi, dopo
l’interfaccia cervello-twitter di
cui si e’ parlato
tantonegli
ultimi
giorni,
stasera un pensiero abbastanza casuale e divertente mi e’ balenato in testa:
che ne dite di prendere un pappagallo
cenerino, crescerlo,
insegnargli a parlare, e lasciarlo… be’, twittare le sue parole usando un
sistema di riconoscimento vocale piazzato accanto alla sua gabbia e collegato a
un account twitter? Quanto sarebbe assurdo? :D
A pensarci bene, la cosa piu’ strana e’ che nel 2009, un pappagallo che twitta
mi fa pensare a un “pappagallo con accesso a twitter”… e non a un uccello
che emette il suo verso naturale. Sono troppo sovraccaricato da questa storia
dei social media? Dovrei prendermi una vacanza?